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Forse per un «regalo» dei venti, il «nemico» attacca il polmone

Tumore Polmoni

(FONTE by www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

 

È il tumore del polmone il big killer da combattere su più fronti. Nella provincia di Lecce, ha ancora un’incidenza altissima e colpisce soprattutto gli uomini: nel 2008, secondo l’Istat, si sono registrati 513 decessi a causa di questa neoplasia, di cui 442 tra gli uomini e 71 tra le donne. Nel 2007, le morti rilevate sono in totale 436 (di cui 381 uomini), mentre nel 2006 se ne contano 488 (di cui 436 uomini). Ancora più emblematico è il tasso di mortalità per cancro del polmone, che nel 2008 ha raggiunto un picco di 6,3, superando di gran lunga la media pugliese (4,8) e quella nazionale (5,8).

 

Non va meglio a Brindisi che nello stesso anno registra 200 decessi, con un tasso pari a 5, e a Taranto dove si contano 307 decessi e un tasso del 5,3. U n’anomalia, questa del tumore al polmone in provincia di Lecce, che continua a rimanere un “mistero”e che preoccupa, anche in considerazione del fatto che sta gradualmente aumentando nel sesso femminile.

Se nel 2006 si registravano 52 decessi, saliti a 55 l’anno seguente, nel 2008 si arriva a quota 72, con un tasso di mortalità dell’1,7 che supera, se pur di poco, quello regionale pari a 1,5.
Ma come si spiega tutto questo? Perché tante persone muoiono di cancro del polmone? Lo sa bene il presidente della Lega contro i tumori di Lecce, l’oncologo Giuseppe Serravezza che negli ultimi anni ha fatto della lotta alle emissioni la sua battaglia principale. «Certamente - spiega - non è perché nella provincia di Lecce è più radicato il vizio del fumo da tabacco. Questo dato così eclatante si persevera nel tempo, non è un fatto episodico e resta assolutamente inspiegabile e inatteso. Tuttavia - sottolinea - i dati del Cnr sugli studi dei venti correlano quanto avviene sul nostro territorio e le malattie tumorali con l’aria e gli agenti inquinanti che arrivano dai grossi complessi del petrolchimico di Brindisi e del siderurgico di Taranto. Per questo “gioco dei venti”, in sostanza, Lecce sta pagando un prezzo ben superiore rispetto alle popolazioni più vicine alle industrie. Certo, si badi bene, l’aumento della mortalità per cancro del polmone non dipende solo da Taranto e da Brindisi, ma anche dalle piccole realtà dal forte potere inquinante di cui è costellata la nostra provincia».

Lo specialista indica tra le zone del territorio più colpite da questa neoplasia, il Nord di Lecce e il triangolo Maglie-Galatina-Otranto. «Non sarà un caso - sottolinea - che in queste aree esistono impianti come Colacem e, fino a qualche tempo fa, la Copersalento, dal notevole impatto ambientale. Di recente - aggiunge Serravezza - anche l’Arpa pugliese, nell’esprimere parere negativo sulla realizzazione di un impianto a biomasse a Casarano, ha sottolineato come la situazione sanitaria nel Salento sia talmente compromessa “da non potersi permettere ulteriori pressioni di carattere ambientale”».

 

 

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