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Operai Enichem di Manfredonia morti di tumore invano per la legge

Enichem Manfredonia

(Fonte by lagazzettadelmezzogiorno.it)

 

MANFREDONIA - Le associazioni ambientaliste commentano con rabbia la sentenza della corte d’appello di Bari che ha assolto, come in primo grado, i 12 imputati del processo per disastro colposo e 17 omicidi colposi per il decesso per tumori di dipendenti dell’ex stabilimento Enichem: 10 dirigenti e 2 medici del lavoro.

di Anna Maria Vitulano

 

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Informazioni da WIKIPEDIA:

 

Nel 1971 a Manfredonia, a ridosso del centro abitato e del litorale dalle notevoli potenzialità turistiche, fu realizzato lo stabilimento petrolchimico Anic (poi EniChemSyndial), specializzato nella produzione di fertilizzanti. L'impianto fu teatro di un grave incidente, occorso il 26 settembre 1976, quando lo scoppio di una colonna di lavaggio dell'ammoniaca determinò la dispersione in atmosfera di 10 tonnellate di anidride arseniosa e 18 tonnellate di ossido di carbonio. In una vasta zona dello stabilimento, circostante l'esplosione, l'arsenico si raccoglieva a pezzi: una massa fluida giallastra, come alcuni operai hanno testimoniato al processo contro dirigenti dell'Eni accusati di disastro ambientale. I vertici aziendali minimizzarono la portata dell'incidente, tranquillizzando l'opinione pubblica dell'assenza di danni gravi alla salute degli addetti alla fabbrica e della popolazione cittadina. A partire dai mesi successivi all'incidente e lungo un arco temporale di circa 20 anni, si registrarono tuttavia 16 morti sospette tra i lavoratori del petrolchimico e molteplici casi di patologie tumorali negli abitanti di Manfredonia.

Nel 1979 un altro incidente dell'Enichem Agricoltura determinò un'ingente fuga di ammoniaca: per l'intenso odore che si diffuse nella città una parte degli abitanti scelse autonomamente di evacuare per alcuni giorni.

Nell'autunno del 1988, il paventato arrivo nel porto della nave "Deep Sea Carrier", carica di rifiuti tossici e nocivi e pertanto ribattezzata nave dei veleni, alimentò nella popolazione un fortissimo movimento di opposizione alla presenza dello stabilimento EniChem, che sfociò in affollati cortei per i quali si contarono fino a 40.000 adesioni) e in una mobilitazione permanente durata oltre due anni: la protesta - organizzata soprattutto dal Movimento Cittadino Donne "Bianca Lancia" - ebbe visibilità nazionale grazie a trasmissioni quali Samarcanda, e determinò il coinvolgimento di numerosi politici, tra i quali l'eurodeputata Adriana Ceci. Il 12 febbraio 1998 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo riconobbe che a Manfredonia la presenza di impianti industriali in grado di danneggiare l'ambiente avveniva in violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea, che recita: "Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare e del suo domicilio".[7]

Nel 1994 fu firmato un contratto d’area, strumento economico che permetteva l’arrivo di finanziamenti per l’industrializzazione di aree in crisi. Così la Regione autorizzava la reindustrializzazione dell’area di Manfredonia senza una valutazione d’impatto ambientale. Nei primi anni 2000nell'ex area Enichem iniziarono le operazioni di bonifica e smantellamento delle vecchie ciminiere e qui ora sorge un complesso industriale del contratto d'area.

 

 

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