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Brindisi --> una bomba di amianto che nessuno vede

Brindisi bomba amianto

(FONTE www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

 

Il degrado sul litorale ritorna a far parlare di sè. Il tempo passa inesorabile, la bella stagione si avvicina sempre di più, ma lungo la fascia costiera a nord del capoluogo il quadro resta sempre invariato, con numerosi scenari di incuria ed abbandono che fanno fortemente temere ai brindisini di dover ritrovarsi a trascorrere una nuova estate a stretto contatto con situazioni che nulla hanno a che fare con decoro e cura dell’ambiente.

A preoccuparsi allora di sollecitare ancora una volta (l’ennesima di una lunga serie) adeguati interventi è l’Adoc (l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) che ha scritto una lettera all’indirizzo dei massimi rappresentati l’autorità locale e, per la precisione, al presidente della Provincia Massimo Ferrarese, al sindaco Domenico Mennitti e all’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati.

 

«A distanza ormai di oltre sei mesi dall’inizio dei lavori di recupero della zona Sbitri - si legge nella nota -, tutto sembra essere ricaduto nel dimenticatoio con il rischio che con la nuova stagione balneare ci si ritrovi ad assistere ad uno spettacolo indecoroso per una città che punta molto sull’immagine turistica. Eppure, a vedere la partecipazione di autorevoli esponenti delle varie amministrazioni presenti al sopralluogo (presidente della Provincia, sindaco di Brindisi e assessori regionale, con al seguito assessori locali e Commissioni Consiliari), in molti confidavano in una positiva e celere soluzione della vertenza che dura da ormai molti, troppi, anni».

«L’Adoc, nel richiamare l’attenzione su tale vicenda - prosegue la nota -, chiede che le amministrazioni si facciano carico del problema in maniera definitiva evitando di lanciare proclami che ad oggi non hanno portato benefici alla cittadinanza e al territorio ma solo ed esclusivamente cocenti delusioni. Non è possibile che si debba fare un’opera continua di sensibilizzazione pur di veder risolti i problemi. Ad oggi l’unico intervento effettuato lungo la costa ha riguardato l’arenile dell’ex Lido Poste la cui “bonifica” è stata, peraltro, realizzata dallo stesso soggetto che ne deteneva la gestione prima dell’abbandono. Purtroppo constatiamo che oltre a tale intervento nulla è stato programmato per riqualificare e tutelare l’area visto che con i forti venti di tramontana la sabbia, non trovando più barriere, invade la strada con enormi rischi per chi la percorre. A ciò aggiungiamo la preoccupazione su ciò che potrà avvenire in estate quando, venuta meno la disponibilità del piazzale in cemento facente parte del vecchio lido, i bagnanti non avranno altro spazio su cui parcheggiare, con il rischio reale di vedere le auto addossate agli ombrelloni».

«Un problema quello della sicurezza lungo la sp 41 che resta di grande attualità anche nei mesi invernali; basti pensare al recente incidente stradale che ha visto coinvolti due autoveicoli con risvolti fortunatamente non gravi per i conducenti. Ci rendiamo conto - conclude l’Adoc - che parlare di aree marine in questo periodo può sembrare fuori luogo, ma se si vogliono affrontare realmente i problemi è proprio in questo periodo che tali cose vanno discusse poiché sappiamo già che, con l’apertura della stagione balneare, sarà di nuovo troppo tardi per realizzare qualcosa di utile per la collettività».

 

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